Monday, July 13, 2009
Wednesday, December 17, 2008

Onslaught: la rinascita
Questo Marvel Mega 45, dietro ad una splendida copertina del compianto Michael Turner, presenta un What if apocrifo che riallaccia i ponti con due grandi operazioni Marvel del passato:
”Onslaught”, cross over che ha segnato profondamente le testate mutanti, lo storico leader degli X.Men, il professor Xaviere, viene sopraffatto dal suo lato oscuro influenzato da Magneto, quindi impazzisce e sviluppa un alter ego malvagio, per l’appunto Onslaught.
Per sconfiggerlo è necessario il sacrificio di tutti gli eroi Marvel, esclusi i mutanti, che si immolano per battere il nemico e riportare la pace.
Da qui in poi si continuava invece con l’altro grande cross over: “La rinascita degli eroi“, evento che ha coinvolto invece le serie Marvel Heroes, ovvero quelle più classiche.
Gli eroi erano davvero tutto morti?
La risposta fu data proprio sulle pagine di Heroes Reborn, dove gli eroi erano per l’appunto “rinati” in universo Marvel parallelo creato dalla mente di Franklin Richards,figlio di Reed e Susan Richards dei Fantastici Quattro.
La saga all’epoca fece scalpore vista la decisione di affidare la linea editoriale di personaggi come Capitan America e Thor alle migliori menti della rivale Image, per intenderci gente come Jim Lee e Rob Liefeld che contribuirono in maniera decisiva ad un restyling grafico dei personaggi Marvel, ma non tutti i lettori apprezzarono questa operazione, molti Marvel fan infatti accusarono la Casa delle Idee di essersi venduta l’anima al marketing,
Tornando ai giorni nostri, ora che l’Universo Marvel è caduto sotto le grinfie distruttive di Bendis e Millar, uscendone stravolto con tanto di “Guerra Civile” e conseguente morte di uno dei personaggi simbolo qual’era Capitan America, Jeph Loeb autore delle storie di questo volume vuole passare ai fatti, dimostrandoci come forse sarebbero potute continuare le cose, appoggiandosi al “Rinasciverso”, l’universo creato dalla mente di un bambino dove i buoni sono buoni e i cattivi rimangono cattivi, senza atti di registrazione o illuminati.
Se tutto ciò vi potrà sembrare un po’ troppo naif , dovete sapere che Loeb ricorre all’aiuto di un collaudato Rob Liefeld, uno degli autori che già avevano lavorato ala Rinascita degli eroi, specializzato in tavole d’azione iper cinetiche e super dettagliate ( come passatempo potete passare il tempo a contare le pieghe del costume di ogni super eroe)
Batman Spirit

Batman Spirit
testi di Jeph Loeb
disegni di Darwyn Cooke
Detective nella notte
Difficile immaginare una similitudine tra questi due personaggi che in verità hanno molto in comune.
Entrambi creati negli anni 40 ( anche se Batman per essere precisi è del 1939) nascono come detective notturni ma con punti di vista completamente differenti.
I due guardano alla notte in modi differenti.
Oscura è paranoica quella di Batman, fantasiosa e surreale è quella di Spirit.
E per la prima volta dopo 68 anni i due si incontrano.
Mentre Batman, grazie alla trasposizione delle sue avventure, prima sul piccolo e poi sul grande, è diventato col tempo un’icona pop mondiale, diversa sorte ha avuto il personaggio di “The Spirit” che merita un’introduzione a parte.
The Spirit
Il personaggio creato dal genio visivo di Will Eisner è un detective creduto morto che per continuare la sua lotta al crimine indossa una semplice mascherina e trasferisce la sua base al cimitero dell’immaginaria città di Central City, ricca di una cosmogonia di personaggi strappati dal confine tra il metafisico e il surreale ( nel volume in questione si ha modo di incontrare Dolan, P’gell, Octopus e il Cosacco).
E se tutto ciò vi sembra poco, c’è da aggiungere che lo stesso Bob Kane fece la sua gavetta negli Eisner Studios e che il più ambito premio fumettistico Usa, l’Eisner Award, è stato intitolato proprio a Will Eisner.
Ma Eisner fu anche un grande innovatore nella composizione delle tavole e nella dinamicità dei personaggi
La convention del crimine
Un percorso in parallelo dunque per due personaggi speculari destinati a incontrarsi prima o poi.
Sappiamo bene che la parola cross over fa storcere subito il naso ai più, ma questa non è stata la solita mera operazione commerciale.
La convention del crimine è una storia godibilissima che solletica il palato anche del critico più esigente.
Già dalla copertina Cooke, evidenziando le personalità dei personaggi, ci mostra l’intenzioni di Loeb, separando i due personaggi grazie ad un asse simmetrico e mostrandoci uno Spirti sorridente su sfondo scuro che fa da contrasto ad un Batman che digrigna i denti su sfondo chiaro, una trovata semplice quando geniale.
Il plot è tutto un gioco simmetrico intento a mostrare i due personaggi allo specchio.
Batman contro Spirit è anche un Gordon, Poison Ivu, Joker e Killer Croc contro Dolan P’Gell, Octopus e Cosacco. Il cavaliere oscuro ,il commissario Gordon e le malattie mentali dei criminali di Gotham City contro il detective mascherato, il commissario Dolan e il surrealismo criminale di Central City dunque.
Ma anche Catwoman, Robin, Il pinguino, Due Facce e tanti altri partecipano alla vicenda ambientata in un lontano passto cronologico dove Robin è ancora Dick Grayson e Barbara Gordon ha ancora incontrato la versione Killing di Alan Moore del Joker.
Il pretesto è la convention annuale tutori della legge per le associazioni di beneficenza della Polizia che si tiene alla Hawaii, dove sarà presente l’insieme dei corpi di Polizia di Gotham e di Central.
Ma l’occasione è anche un piatto ghiotto per il mondo criminale che può in un colpo solo spazzare via tutti i difensori della legge.
Ma poveri criminali, non sanno ancora che Batman e Spirit sono sulle loro tracce.
Il team creativo
Jeph Loeb ai testi e Darwyn Cooke ai disegni compiono un ottimo lavoro.
L’intesa è perfetta e la ricostruzione finale riesce armoniosa e vitale.
I due chiamati a imbastire l’evento rendono un ottimo omaggio al grande passato di questi personaggi.
Per merito di Loeb troviamo così un Robin che parla come se fosse appena uscito dal telefilm pop anni 60 di Adam West ( il Batman con la pancetta) e Cooke dal canto suo si esibisce in splash page che richiamo il grande impatto visivo di Eisner.
Nella storia tutto appare fresco, frizzante e credibile nella sua fantasia anche nello scambio dei ruoli.
Loeb si mostra a suo agio nel trattare coi guanti due mostri sacri della fantasia a fumetti
Un plauso anche al lavoro di cooke che graficamente si ispira alla animated series di Batman.
Batman/Spirit
Jeph Loeb/Darwyn cooke
Panini Comics Presenta 8
P 50
Euro 3,50
Questo è uno degli albi immancabili alla vostra collezione, sia per qualità che per importanza storica.
Batman è appena uscito nelle sale italiane con The Dark Knight returns e Spirti si appresta a esordire al cinema nel 2009. A buon collezionista poche parole.
E poi quando vi ricapita di vedere Batman alle Hawaii?
Sarah Connor Chronicle
Sarah Connors Chronicle episodio 1
Già trasmesso sulle televisioni a pagamento approda finalmente sulla tv generalista questo spin off della celebre trilogia cinematografica di Terminator.
Inserito tra il secondo e il terzo film questa serie tv subito si distacca dalla cronologia ufficiale.
Ma prima facciamo un passo indietro per collegarci al filone madre e rinfrescarci le idee..
Nel mondo di “Terminator” un futuro apocalittico aspetta l'umanità: un network fanta-tecnologico, sviluppato ai nostri giorni, Skynet guiderà la rivolta delle macchine contro l'umanità.
La futura guerra decimerà gli uomini, fazione perdente troppo dipendente dalla tecnologia per riuscire a prevalere nella rivolta dei cyborg, macchine indistruttibile dalle sembianze umane.
Nel futuro quel che resta dell'umanità sarà guidato da John Connors, figlio di Sarah, da cui provengono appunto queste nuove cronache televisive.
Cyborg e viaggi nel tempo sono le essenze principali della serie.
Nel primo film viene mandato indietro nel tempo un cyborg, impersonato da Schwarznegger, per terminare Sarah Connors, impedendole così di dare alla luce il futuro eroe della resistenza, suo figlio John ma gli umani non stanno a guardare e mandano indietro nel tempo uno dei loro uomini migliori per salvare Sarah, Kyle Reese che sarà poi il padre di John. Nel secondo episodio cinematografico troviamo John già cresciuto, sempre sotto la protezione di Sarah, e per la seconda volta le terribili macchine del futuro riprovano lo scherzetto del viaggio nel tempo mandando un modello più evoluto, rispetto a quello del primo episodio, di Terminator per uccidere i Connors.
Ma un Terminator ri-programmato dai ribelli umani, con le fattezze di Schwarzy, aiuterà i due a salvarsi.
Nel terzo e finora penultimo film della serie visto che un quarto e in programmazione, troviamo John cresciuto senza Sarah ed è in questo intervallo, di tempo tra il secondo e il terzo film, che si collocano dunque le cronache di Sarah.
Il plot narrativo non certo originale è sempre lo stesso. Un'idea che si ripete meccanicamente nel tempo, in fondo il piano è stato concepito da macchine ostinate e non certo fantasiose: terminare nel passato il capo della resistenza per poter così controllare il futuro.
Gli amanti di Teminator sono abituati a poche ma buone regole: come il basso livello tecnologico usato da John, che nel secondo film era un hacker provetto mentre ora sta alla larga dei computer, soprattutto dopo lo sviluppo di internet. Fa sorridere l’idea che nel primo capitolo della serie il terminator si mettesse a controllare l'elenco del telefono per trovare Sarah Connors; oggi si affiderebbe a Facebook.
Altra importante regola è quella che riguarda i viaggi nel tempo, nella realtà dei terminator durante lo spostamento cronologico non si può portare nessun oggetto, infatti al termine del viaggio temporale il viaggiatore arriva privo di tutto, perfino dei vestiti, facendo diventare un clichè la scena dell'arrivo in nudità e la conseguente successiva presa dei vestiti. Nel due Arnold si vestiva come un residuato dei Village People e ripeteva la battuta “talk to the hand” imparata dallo spogliarellista a cui aveva rubato i vestiti.
Tutto questo parlare della serie cinematografica è d'obbligo per inserire nel suo contesto un buon prodotto come le cronache di Sarah Connors, che pesca a piene mani da una cosmologia ben collaudata e rodata, lavorando su una fantascienza più hardware che software, puntando su esplosioni e scontro fisici, botte da orbi insomma, utili a contenere nelle sue regole l'universo dei Terminator. Ma in apertura rivelavamo che Sarah nelle sue cronache si discosta inizialmente dal filone cinematografico.
Troviamo infatti Sarah e John sempre in fuga, dove “nessuno è al sicuro”, che scappano di città in città, evitando ogni contatto informatico, ricercati dalla polizia per l'omicidio di quel che si pensava essere il programmatore informatico del network Skynet (vedi Terminator 2).
Qui ora nel primo episodio ci viene detto che è stato tutto inutile, che Skynet verrà ugualmente sviluppata ma non si sa da chi, si sa solo e vagamente più o meno quando.
John è ancora un ragazzo, un teenager, poco avvezzo all'eroismo, sempre pronto a scappare e recalcitrante più che mai la ruolo di messia, mentre Sarah è determinata più che mai nel ruolo di madre disposta a tutto per proteggere il proprio figlio.
Tornano così i teminator del futuro, con il modello meno evoluto, ma ne tornano ancora una volta due, uno infatti con le sembianze di teen ager aiuterà i Connors nella loro lotta per la sopravvivenza, consigliando di attuare una tattica diversa.
Andare indietro nel passato per trovare e fermare il programmatore di Skynet evitando così il futuro, in pratica è il solito piano delle futuristiche macchine assassine del futuro.
Sarah accetta portandosi John, e da prede diventano predatori, capovolgendo così i ruoli nel meccanismo ben oliato della saga. Ma non pensiate che sia tutto frutto di sceneggiatori svogliati e ripetivi, nonostante le riproposizioni continue del solito meccanismo, funziona tutto alla perfezione con pathos e azione dosate al punto giusto.
Questa scelta di continuare a riproporre le macchine futuristiche pronte a distruggere il futuro dell'uomo usando un meccanico simboleggia la natura salvifica dell'uomo insediata proprio nella sua irrazionalità contro la meccanicità e la routine dei nostri tempi.
- Sarah Connor: interpretata da Lena Headey, è la madre di John, ricercata dall'FBI che non crede alla sua storia apocalittica.
- John Connor: interpretato da Thomas Dekker , è il futuro leader della resistenza umana contro le macchine.
- Cameron Phillips: interpretata da Summer Glau, è un terminator inviato indietro nel tempo dall'anno 2027 per proteggere John . Il suo modello non è ancora stato rivelato ma le sue capacità superano quelle di un T-800.
- James Ellison: interpretato da Richard Timothy Jones , è l’agente dell'FBI che insegue i Connor e indaga sull'esistenza dei terminator.
- Derek Reese, è il fratello di Kyle Reese l’eroe del primo film, quindi zio di John Connor.
Capitan America: Morte di un eroe
“Quando una devastante Guerra Civile ha diviso i super eroi
Capitan America, leader della fazione ribelle, ha deciso di arrendersi per porre fine al conflitto.
Nonostante il suo nobile sacrificio, è stato assassinato.
Era il più grande soldato che il mondo avesse mai conosciuto.
Qui vi mostriamo ciò che è accaduto dopo”
Wolverine e i vendicatori
In copertina Wolverine sfodera gli artigli.
Il primo numero infatti è incentrato sulla reazione del mutante canadese di fronte alla notizia della morte del Capitano.
Uno come Logan ne ha viste molte, lui stesso è già tornato dalla morte, per credere immediatamente alla morte del Capitano.
Dietro potrebbe esserci lo Shield, l’Hydra o altro e Wolverine deve sapere la verità, così coinvolge Devil, l’avvocato cieco Matt Murdoch, in questa sua impresa per esaminare il corpo di Steve Rogers e sincerarsi della morte, o almeno questo è quello che fa intendere a Murdoch.
Nel dialogo tra i due c’è un collegamento con il numero 100% Marvel dedicato a Iron fist, dove per un breve periodo è Daniel Rand a vestire i panni di Devil su richiesta dello stesso Matt Murdock
Ma Logan non è mai stato troppo lineare e gli serve sì un testimone ma non per esaminare il corpo di Capitan america ma per interrogareed estorcere una confessione al presunto assassino: il killer, braccio destro del Teschio Rosso, Crossbone
Logan interroga così il criminale in presenza di una vera e propria “macchina della verità”umana
( Devil grazie ai suoi iper sensi, ascoltando i battiti del cuore è in grado di capire se si sta dicendo la verità o meno) ma il mutante canadese, oltre agli artigli, nasconde un altro asso nella manica.
Gli serviva sì Murdoch ma non solo come Macchina della verità, vuole utilizzare Devil anche per l’aspetto legale della sua mossa a sorpresa: infatti lascia sul tavolino vicino a Crossbone una pistola e il killer mascherato non si fa pregare nell’utilizzarla, infatti appena Logan gli gira le spalle non esita a svuotare l’intero caricatore.
Solo in questo momento Murdoch capisce il piano iniziale di Logan, l’invocazione di una legittima difesa che gli permetterà di infilzare Crossbone e vendicare Cap.
Ma Devil convince Logan a non portare a termine il suo piano. Una morte non va vendicata con un’altra morte.
Corre invece su due piani narrativi paralleli la seconda storia dell’albo dedicata ai Vendicatori dove il gruppo dei più potenti eroi della terra è chiamato a difendere una base missilistica dall’attacco terroristico di un super villain di serie Z, lo Squalo Tigre.
Questo super criminale, armato del Corno di Gabriel ( strumento atlantideo in grado di comandare i mostri marini), in piena crisi di identità vuole ottenere il rispetto del mondo sconfiggendo gli Avengers.
In parallelo troviamo alcuni eroi che si ritrovano in uno dei classici di casa Marvel: la partita a Poker.
Iron Fist, Logan, la Cosa e l’Uomo Ragno intorno ad un tavolo, occasione non solo per giocare ma per parlare. Il più sconvolto e il Ragno in nero che non riesce ancora ad accettare la perdita del Soldato. Sconvolto abbandona la partita in stato confusionale dopo un diverbio verbale con Logan che si mette sulle sue tracce per accertarsi che il Ragno rientri a casa sano e salvo.
Parte seconda
Capitan America e Uomo Ragno
Tony Stark, sempre collaboratore del Governo e a capo dell’Iniziativa, non perde tempo e sta cercando un sostituto per i panni del defunto Capitano quando inaspettatamente appare il redivivo Clint Barton, Occhio di Falco ex membro dei Vendicatori della Costa Ovest, attualmente creduto morto.
Nel corso della storia si apprende inoltre che sono state fatte due copie simili ma imperfette del leggendario scudo di Cap mentre l’originale il governo l’ha tenuto per sé per poterlo affidare al nuovo Capitano approvato dall’Iniziativa.
Clint, vecchia testa calda che in molte occasione ha avuto da ridire con Steve Rogers, viene momentaneamente persuaso a rimpiazzare il vuoto che pesa su un America privata del suo figlio migliore.
Ma sarà proprio il peso del costume che farà cambiare idea a Clint Barton e a rinunciare a indossare gli abiti che furono di Steve.
Nella seconda parte dell’albo Peter Parker elabora il lutto al cimitero dove è sepolto suo Zio Ben ma per sua sfortuna è lì a rendere omaggio ai suoi defunti anche il suo vecchio arci nemico Rhino.
Nell’immancabile scontro Spidey sembra avere la peggio e si perde nel ricordo del suo primo scontro con Hulk quando fu proprio Cap a salvargli la pelle…ora che lo scudiero a stelle e strisce non c’è più in suo aiuto accorre Logan che sprona poi il Ragno ad andare avanti in questo momento di difficoltà per tutti
Parte terza
Iron Man
Il funerale ufficiale.
Steve Rogers come John Fitzerald Kennedy, per morte e sepoltura: dallo sparo al corteo funebre di Washington con un solo cavallo bianco a trascinare il feretro.
Scelta non casuale, volta a sottolineare come il mondo Marvel sia arrivato a perdere l’innocenza e a smarrire il sogno kennediano della Nuova Frontiera.
Dal palco si seguono i discorsi di chi Cap l’ha conosciuto.
Un Iron Man che si ritrova senza parole tra lacrime e pioggia riesce solamente a dire: “non doveva finire così”, si susseguono poi i discorsi di Falcon e di altri eroi che hanno combattuto a fianco di una leggenda ormai non più vivente.
Ma il cerchio a stelle e strisce del più grande soldato degli Stati Uniti si deve chiudere in un altro modo.
La cerimonia a Washington è una farsa per accontentare i media e la popolazione.
Il vero rito funebre in realtà si svolge al Polo per volontà di tre dei vendicatori originali che a suo tempo ritrovarono tra i ghiacci il corpo di Capitan America : Calabrone, Wasp e Iron Man.
Grazie all’aiuto di Namor, proprio colui che inconsapevolmente ritrovò il corpo gelato di Cap, riportarno alla pace, nelle profondità dei mari del Nord, Steve Rogers.
Com’era cominciata così è finita.
In appendice una storia del Re Kirby che racconta la presenta morte del Capitano.
Capitan america è sempre stato uno dei personaggi più difficili da gestire nel mondo Marvel.
Poteva sembrare datato e sorpassato per origini e valore, un soldato della Seconda Guerra Mondiale che combatte avvolto nella bandiera.
Cavaliere senza macchia e spada, armato di uno scudo e di valori antichi.
Privo di poteri, siero del Super soldato a parte, e sobbarcato di moralismo in realtà e lui l’icona del Mondo Marvel per eccelenza, più di Spidey e di altri.
Tre volumi listati a lutto dunque per elaborare il lutto per eccellenza del mondo Marvel.
Un tributo spietato alla Civil War.
Il trittico elegiaco è stato affidato a Jeph Loeb, autori dei testi, che è stato accompagnato di volta in volta da artisti come John Cassady, John Romita Jr. e Leinil Yu.
Loeb ha voluto scavare nella personalità degli eroi Marvel, presentandoci piccoli ritratti intimistici dove viene mostrato, in maniera molto sensibile, il loro rapporto con la morte .
Anche in poche battute riesce a farci capire l’amarezza di un Ben Grimm o il disagio di un Danny Rand.
E per racconta la perdita va rimescolare acque torbide , presentandoci i punti di vista di eroi che nel corso della loro storia sono stati agli antipodi del Capitano, nei metodi e nelle opinioni come il compassato Wolverine o il ripescato Clint Barton.
Loeb decide anche di dichiarare erede morale di Cap l’Uomo Ragno, a lui il peso del confronto e il dovere di raccontare La perdita nel suo aspetto più umano
Non c’è molto da dire sui disegnatori, eterogenei nelle intenzioni in atmosfere cupe ma vedere John Romita Jr. allo stato attuale è sempre una delizia per gli occhi mentre i neo Marvel fan possono vedere come disegnava l’uomo che era il Re, Jack Kirby.
Tre euro l’uno, per un totale di nove euro, copertine eleganti e ben studiate.
In mano avete pagine che faranno la storia narrativa della Marvel.
Monday, September 22, 2008
David Murphy 911: Have a nice DayUn uomo perseguitato dalla sfortuna o un eletto con una missione da compiere?
Il numero zero di questa nuova avventura editoriale made in Italy è un vero e proprio disclaimer di sicurezza, spot pubblicitario per quel che sarà a Novembre di questo “magnete per calamità” che risponde al nome di David Murphy 911.
Il nostro eroe forse non si chiama nemmeno David ( “ma tutti inizieranno a chiamarlo così”) e prende il cognome dal inventore della famosa Legge : "Se qualcosa può andare storto lo farà”, Murphy per l’appunto.
911 è semplicemente il numero telefonico per le emergenze in Usa, luogo dove probabilmente si svolgeranno le avventure.
Il numero zero è una dichiarazione di intenti dove ci viene spiegato e mostrato il futuro di David, la classica persona sbagliata nel posto sbagliato o la persona giusta nel posto sbagliato, colui che involontariamente sarà la più grande calamita di catastrofi che si possa immaginare.
Il personaggio sarà affidato a Roberto Recchioni e Matteo Cremona ( già conosciuto per il suo lavoro su John doe) e la serie sarà impreziosita dalle copertine di Gabriele Dell’Otto.
Titolo del primo numero? Semplice: “Nel peggiore dei casi”
Thursday, June 05, 2008
New Warriors: l'iniziativa

L’idea di base, il concept stesso, di questa nuova formazione e della serie in generale è quella di puntare sul fenomeno della ribellione nel mondo giovanile. I nuovi New Warriors (perdonate il gioco di parole) sono infatti un gruppo assortito di giovani ribelli provenienti da diverse realtà del Marvel Universe; il collante del gruppo è il fatto di non accettare la piega che hanno preso gli eventi dopo la Civil War.
Contrari all’ordine imposto da Tony Stark, questi eroi secondari decidono di entrare in clandestinità per poter proseguire la loro lotta personale al crimine.
Nei New Warriors originali (creati da Tom De Falco e Ron Frenz nei primi anni 90) militavano Night Trasher, Speedball, Namorita (cugina del monarca di Atlantide Namor, il submariner), Marvel Boy (ora Justice), Silhouette, Firestar e Nova.
Erano all’origine un gruppo di “ripescaggio” per diversi personaggi minori del Marvel Universe, un tentativo non dichiarato di ripetere il lontano successo della gloriosa testata che fu dei Difensori.
Così il gruppo viene formato da una serie di vecchie glorie quali Speedball (una delle ultime creazioni di Steve Ditko, storico autore della casa delle idee), Nova il razzo umano (già titolare senza fortuna di una sua serie personale conclusasi mandando il character a vagabondare nello spazio) e Firestar. Una storia davvero peculiare la sua: Firestar era addirittura un ripescaggio fuori continuità. Questo personaggio fu creato per una vecchia serie a cartoni animati dell’Uomo Ragno, dove compariva come spalla dell’arrampicamuri assieme all’Uomo Ghiaccio. Titolo della serie italiana che ha goduto di qualche passaggio sulla Rai era "L''Uomo Ragno e i suoi amici in TV".
Ritroviamo i New Warriors, dopo anni di assenza e di ombre, protagonisti involontari della Civil War.
Il gruppo agli esoprdi della Guerra Civile è un vero e proprio format televisivo, una specie di Grande Fratello a sfondo super eroistico con tanto di nomination e co.
Per ottenere una maggiore audience i Warriors guidati da uno dei membri pià anziani, l'entusiasta Speedball, decidono, dopo aver scovato un gruppo si super criminali in clandestinità nella provinciale località di Stamford, di ingaggiare scanzonatamente uno scontro.
Tale superficialità e ingenuità sarà presto punita per la prima volta in maniera esemplare, non lasciando il tempo a questa temporanea formazione di raggiungere un'età più adulta.
Nitro, sempre lui, uccisore di eroi e già causa della dipartita di Capitan Marvel, annienta il gruppo dei Warriors in pochi secondi. Nello scontro come "danni collaterali" ci saranno anche molte vittime civili.
Proprio da questo massacro, dove si è salvato solamente Speedball ( rimettendoci i poteri), comincia la serie di eventi che porta alla Guerra Civile, ridefinendo tutto l’Universo Marvel.
Siamo così giunti all’Iniziativa e mentre sui sette numeri che compongono l’intero ciclo di Civil War è stato possibile vedere il destino di Speedball, un nuovo gruppo di Guerrieri è andato formandosi per volere di un nuovo e misterioso Night Trasher.
Il vigilante nero ha setacciato il sottobosco mutante (dopo la saga Decimazione, sviluppatasi sulle testate mutanti, molti homo superior sono diventati sapiens perdendo così i loro poteri) per reclutare nuove membri del gruppo.
Arrivano così da New X Men, X men e Generation X i nuovi Warriors: Sofia Mantega (Wind Dancer) , Beak, Jubilee (ex spalla di Wolverine), Chamber e Stacy X.
Perduti i poteri mutanti devono avvalersi della tecnologia per continuare la lotta al crimine.
Già dalle prime pagine si vede la volontà di proseguire sulle orme dei Difensori (storico non gruppo Marvel per eccelenza).
I Warriors incrociano infatti alcune storiche vecchie spine nel fianco dei Defenders: Gargoyle (villain dal potere di pietrificare ogni cosa venga in contatto con le sue mani)) e il gruppo dello Zodiaco (ispirato ai dodici segni astrologici e in possesso della chiave cosmica, lorto fonte di potere).
Tutto mentre Tony Stark dichiara fuorilegge il gruppo e la polizia cerca di risalire ai finanziamenti occulti del gruppo per risalire alle loro identità.
Questa miniserie (la quarta per l’esatezza dedicata ai Warriors) si avvale di un ottimo impatto grafico, Paco Medina è stilisticamente da apprezzare per taglio classico e composizione della tavola nel suo stile e linee morbide. Da promuovere anche Kevin Grevioux, scrittore che ha il merito di rimbastire un gruppo contenitore come è il concetto stesso dei New Warriors e di proiettarli in un nuovo universo Marvel, compito non facile, che viene assolto con merito.
Grevioux modella una nuova identità per il gruppo, puntando sulla voglia di rivalsa di gente che è “stata in dimensioni parallele, ai limiti dell’universo e che è tornata. Persone che hanno visto più cose di quante la gente ne possa immaginare“ (liberamente tratto da un discorso di Jubilee) e che ora si è ritrovata alla normalità forzata.
Ribelli giovanili dicevamo, che usano il graffito come forma di protesta: questo è il loro biglietto da visita e la loro risposta alla proposta di Stark di entrare nell’iniziativa. Usando un intero grattacielo per lo scopo, ridefiniscono l’acronimo S.h.i.e.l.d. che per mano loro diventa Starks Hopeless Iniziative Employers Losers & Dorks (la fallimentare iniziativa di Stark da più potere solo ai perdenti e agli idioti).
Gargoyle, Zodiaco, Wolverine, Mondo Assassino, Ben Urich,Tempesta e Pantera Nera, i Warriors vengono ufficialmente inseriti in una continuità conosciuta a menadito da Grevioux.
Il punto debole della serie è proprio quella di essere stata ripresentata partendo dal nulla. Stavolta non bastano le note per poter apprezzare a pieno tutta la vicenda.
La scelta di ripresentare alcuni personaggi provenienti dal X Universe, comprensibile vista l’esperienza di Paco Medina con le testate mutanti, non è ottima per dei nuovi lettori.
Pescare proprio da uno degli universi maggiormente complicato e intrinseco del Marvel Universe può far venire il mal di testa ad un nuovo lettore o può non far apprezzare tutto l’arco narrativo.
Un albo che merita pienamente la sua sufficienza e che inciampa narrativamente solo in poche pagine; questo rallentamento è dovuto al peso greve della continuità marvellina, recentemente fatta a pezzi,e ai fili non ancora allacciati della realtà della casa delle Idee in Italia.
I warriors, nonostante il prevedibile colpo di scena finale, si ripropongono con un interessante inizio. Tutto sommato vale la pena di provare a inserire questo volume nella vostra collezione.
La copertina è un omaggio al film I Soliti Sospetti di Bryan Singer del 1995 (The Usual Suspects)
Fabio Izzo
Wednesday, May 07, 2008
THOR 110 IL RITORNO DEL DIO DEL TUONO

THOR 110
€ 3.30
Non è un clone, non è un robot, non è un What If! e tantomeno non è un uccello e un aereo.
Sissignori è proprio lui!
Per tutti coloro che hanno invocato il figlio di ODINO, il vero Dio del Tuono rientra ufficialmente nella sua casa nella nuova serie per mano di una garanzia qual'è J.M Straczyski accompagnato nell'impresa da Oliver Coipel!
E se non vi basta, beh i New Avengers si ritrovano fra le mani una rivelazione sconcertante… Di Bendis/Yu.
E ancora...gli ultimi sviluppi del caso Capitan America di Brubaker/Epting
e concludiamo con Ms.Marvel…
THOR THOR THOR
Tuesday, May 06, 2008
Iron Man sul grande schermo
L’invincibile Iron Man, questo il nome della sua testata nel fantastico mondo della Marvel, approda al cinema.Diretto da John Favreau oscurato dalla presenza a tinte di forti di Robert Downey Jr. e di Gwyneete Paltrow, l’avventura cinematografica di Iron Man si potrebbe riassumere con le parole chiavi Hardware e Heavy Metal. Non aspettatevi altro se non che esplosioni in puro stile Die Hard 4.
Gli autori rispolverano il personaggio di Tony Stark, qui interpretato da un guascone Robert Downey Jr ispiratosi alle pellicole “cappa e spada” di Errol Flyyn.
La Paltrow è invece nei panni di Pepper Potts, storica segretaria/amante della serie a fumetti.
Non è più l’originale Guerra di Corea a fare da sfondo alla nascita dell’eroe, ma un più attuale conflitto afgano.
Tony Stark è un miliardario sbruffone arricchitosi grazie all’industria bellica e a una filosofia, alla faccia del pacifismo, del tipo” La pace è comandata da chi ha la mazza più grossa”.
Genio inventivo paragonato a quello di Leonardo ma lui si schernisce perché non sa dipingere.
Per l’opportuna legge del contrappasso viene ferito proprio da un’arma prodotta dalle sue industrie, e dopo essere stato rapito dal cattivo di turno riesce a scappare grazie ad una tecnologica armatura da guerra costruita in una grotta.
Scampato al pericolo e dopo aver aperto gli occhi sulla realtà del mondo bellico, Stark vuole chiudere con la produzione di armi ma deve ancora vedersela con il potere economico e l’egoismo del C.d.A.
Il film diventa quindi una parabola pacifista, un monito, un grido contro l’insensatezza dei nostri tempi, raccontato in maniera esile su una struttura appesantita da effetti speciali e colonna sonora fragorosa.
Di certo non mancano esplosioni e botte da orbi se è quello che volete ed è sempre un’ottima occasione per andare a rileggere la “Guerra delle Armature” pubblicata tampo fa dalla play press.
Friday, April 18, 2008
Namor submariner:l'iniziativa
La guerra tra le opposte fazioni guidate da Capitan America e Iron Man ha avuto molte ripercussioni nell'universo Marvel, non ultime le questioni politiche. In questa saga infatti si vedono le azioni diplomatiche della S.H.E.A. (l'acronimo di questo strampalato gruppo ufficiale di super eroi dell'Unione Europea resta un mistero) che ha il compito di mediatore all'incontro tra la delegazione atlantidea e il governo degli Stati Uniti. Sempre restando sul piano delle relazioni internazionali, in CW troviamo il coinvolgimento del Wakanda, stato di fantasia situato nel cuore dell'Africa e governato da Pantera Nera, che rompe i legami con la diplomazia ufficiale e si schiera con Cap.
Non dimentichiamo che anche Atlantide nel Marvel Universe è di fatto una vera e propria potenza straniera, questa civiltà leggendaria situata nel profondo degli oceani è governata dal principe Namor, avversaro in passato del mondo di superficie e degli Usa in particolare. Durante la guerra tra le opposte fazioni di super eroi Capitan America invia Susan Storm-Richards (la donna invisibile dei Fantastici Quattro verso la quale il regale di Atlantide nutre un debole) ad Atlantide per chiedere aiuto. E sarà proprio questa insperata scesa in campo del principe subacqueo al grido di "Imperius Rex" a riequilibrare le sorti dello scontro che fino a quel momento vedeva il gruppo di Cap in difficoltà. Ma per gli Stati Uniti questa azione equivale ad un atto se non di guerra, terroristico. Namor è un leader politico che con il suo esercito ha commesso azione di guerra in territorio americano. Atlantide insomma, non è solamente la patria di un esercito schierato, il regno di Namor è un pericolo per la sicurezza nazionale e come tale viene considerato.
Nelle storie di appendice veniamo a sapere tra le altre cose che dodici cellule dormiente atlantidee sono dislocate negli Usa per ordine dello stesso Namor. A questo punto comincia lo speciale di Sub Mariner.
Come ogni regno che si rispetti, anche Atlantide ha la sua politica a non tutti sono felici dell'attuale governo: Namor è accusato di occuparsi più delle vicende del regno di superficie (visto anche il suo intervento nella Civil War), piuttosto che di quelle interne inerenti al suo stesso reame. Una opposta fazione politica è andata formandosi e per attuare un colpo di stato hanno creato una tredicesima cellula dormiente nel regno di superficie. Il tredicesimo gruppo atlantideo è un comparto terroristico intenzionato a far scoppiare un'altra guerra e a delegittimare il regno del principe Namor che si trova quindi tra due fuochi:
- lo S.h.i.e.l.d. (guidato da Tony Stark) che come intelligence del governo americano non può permettere la presenza di cellule clandestine nel territorio Usa ed è deciso a imporre un controllo degli accessi da e per il mondo sottomarino;
-il gruppo di cospiratori atlantidei intenzionati a prendere il potere senza farsi troppi scrupoli.
Un re è troppo spesso solo, nessuno dei suoi vecchi alleati o amici è disposto a dare credito a Namor dopo che l'opinione pubblica ha saputo delle spie atlantidee. Prima Wolverine e gli X-Men e Susan Storm poi (proprio lei) negano aiuto e appoggio al principe che sta tentando di venire personalmente a capo del complotto mentre le truppe dello S.H.I.E.L.D. sono alle porte del regno sottomarino pronte ad attaccare.
Sub Mariner: l'iniziativa si rivela essere un buon albo, solido nella trama e molto evocativo nel tratto.
Matt Cherniss e Peter Johnson, autori della storia, sono bravi a creare una storia molto televisiva per stile e ritmo, supportati dalla visione di Phil Briones, alle matite. I due autori della storia riescono a rendere convincere la figura di Namor quale principe machiavellico e rendono verosimile il rapporto dei vari personaggi con il potere e la politica.
Leggendo il fumetto si noteranno citazioni e richiami vari alla cinematografia: ad esempio la scena finale con la marica dell'esercito atlantideo ricorda l'inizio del Gladiatore. L'inizio del volume può risultare macchinoso e lento, gli autori all'inizio sembrano non padroneggiare il flashback e la trama risulta un po' sfilacciata ma a vicenda sviluppata tutto sembra tornare. Un punto negativo è invece il finale troppo aperto (che non vi riveliamo).
L'albo si conclude con un coupe de theatre e il lettore viene lasciato in sospeso, mente invece vorrebbe vedere dove tutto va a finire; purtroppo nessuna altra storia sul principe di Atlantide è in programma.
Il costo in realtò può sembrare alto ma ampiamente giustificabile se si considera che l'albo è un brossurato di oltre 140 pagine stampato su carta di qualità. Particolare da non sottovalutare se si considera che qui la patinata ben rende l'effetto delle visioni oceaniche (tinte che caratterizzano gran parte della storia). Aggiungete la bontà della storia e il piacere di riveder il principe Namor (a proposito a quando una ristampa dei Difensori?) nuovamente nelle edicole, tutto serve a giustificare ampiamente il prezzo. La Marvel/ Panini sa il fatto suo in campo redazionale tanto che ormai l'uso esplicativo delle note è qualcosa che diamo per scontato nelle pubblicazioni di questa casa editrice. Assieme all'albo viene regalata anche una miniatura Marvel. Namor: l'iniziativa: peccato che sia solo un numero.
icche Ottima la scelta di far disegnare le copertine a Michael Turner, esperto disegnatore “liquido” vista la sua esperienza con la serie Fathom. Un plauso anche alla splash page “After Joh Byrne”di Phil Briones, un omaggio dovuto a chi ha fatto grandi cose con questo personaggio.

